Un pò di storia - Associazione Maria Regina dei Cuori

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Un pò di storia

Associazione

ASSOCIAZIONE MARIA REGINA DEI CUORI


A. Un po' di storia.

La confraternita desiderata dal Montfort nasce a Ottawa, in Canada, nel 1889, istituita da Mons. Duhamel con il titolo di «Confraternita Maria Regina dei Cuori».
L’appellativo di «Regina dei Cuori», caro al Montfort, evidenzia bene il carattere libero,frutto dell’amore, della relazione tra Maria e chi si consacra a suo Figlio per mezzo suo Cuore. Le confraternite vanno moltiplicandosi in Francia e in varie nazioni d'Europa ed'America, in alcuni paesi dell’Asia e dell'Africa. Il 28 aprile 1913, un decreto di Pio X, conferisce alla Confraternita di Roma il titolo di Arciconfraternita, e da allora tutte le altre:
Occorre dire che, 24 anni dopo la morte di Luigi Maria, esisteva a La Rochelle una confraternita della santa schiavitù. Un memoriale redatto ne 1741 dal parroco della parrocchia di san Nicolas ci fa sapere che il Vescovo di La Rochelle, per mandato del 10 novembre 1740 e «n virtù di un Breve del santo Padre Benedetto XIV dato a Roma in Santa Maria Maggiore sotto l’anello pescatorio il 20 settembre 1740», approva la «confraternita di santa e libera schiavitù della Santissima e Immacolata Vergine Maria»; e tale confraternita fu eretta nella parrocchia di san Nicolas il 15 gennaio 1741. Sette mesi dopo l’associazione contava già migliaia di membri, tra cui numerosi membri della Corte, un numero notevole di sacerdoti di diverse diocesi, dei gesuiti, dei cappuccini e altri. Per noi monfortani è interessante notare che, nelle prime pagine del registro, dopo “Il Signor René Mulot, sacerdote Superiore della Comunità dello Spirito Santo”seguono i nomi di quasi tutti i “Mulottini” del tempo e, con “Maria Luisa Trichet”, quelli delle Figlie della Sapienza. I documenti dei nostri archivi non ci permettono di conoscere la storia di questa confraternita. Ad ogni modo il memoriale redatto dal 1741 dal parroco della parrocchia di san Nicolas è una prova inconfutabile della fedeltà delle nostre due Congregazioni nella pratica generosa di ciò che il Fondatore aveva lasciato loro come eredità e come missione particolare, dopo averla insegnata con successo in pubblico e in privato. le sono aggregate.
Nel 1965 si contano circa 140 centri, sparsi nel mondo, alcuni dei quali con decine di migliaia di iscritti.Stando agli statuti, lo scopo della Confraternita viene così espresso: «Questa Confraternita ha per fine di stabilire ed estendere il Regno di Maria nelle anime per farvi regnare più perfettamente Gesù Cristo». E’ richiesta la consacrazione, se possibile secondola formula indicata dal Padre di Montfort. Si raccomanda di rinnovarla tutti i giorni e di impegnarsi a vivere in dipendenza da Maria.
Nel 1907 viene fondata anche una «Associazione di sacerdoti di Maria Regina dei Cuori». Questo è il duplice fine indicato dagli statuti ai sacerdoti che vi aderiscono:
1 - Santificare la vita sacerdotale attraverso la pratica della perfetta devozione a Maria, così come insegnata dal Montfort.
2 - Fare di questa devozione un grande mezzo di apostolato per stabilire, per mezzo di Maria, il regno di Gesù Cristo nelle persone singole, nelle famiglie e nella società. Il papa Pio X si iscrive sul registro dell'Associazione e ne incoraggia la diffusione.
La Revue des prêtres de Marie Reine des Coeurs la fa conoscere e la divulga in Francia,come anche in Italia, Inghilterra, Spagna, Colombia, Messico, Vietnam.
Le due Associazioni conoscono un certo declino dopo la seconda guerra mondiale che richiede uno sforzo di rinnovamento. Il 5 luglio 1956, vengono approvati i nuovi statuti.
L'Associazione dei sacerdoti di Maria Regina dei Cuori, ritenuta, fino allora, solo un ramo della Confraternita, raggiunge l’autonomia. Le due associazioni sono considerate «proprie della Compagnia di Maria», da cui dipendono come un Terz'ordine. Il carattere apostolico è evidente, in rapporto alla missione della Compagnia di Maria.
Come Associazioni “proprie” della Compagnia di Maria, esse sono, effettivamente,innestate sul tronco monfortano e parte integrante di essa. I loro componenti sono davveromembri della Compagnia di Maria, benché in maniera diversa dai sacerdoti e dai religiosi, laici, e si impegnano a perseguire il suo fine speciale o particolare nella condizione concreta e nello stato singolare di ciascuno.
Il periodo del rinnovamento conciliare segna una nuova riflessione sulle due associazioni con i relativi nuovi statuti.

B. La situazione attuale

All’inizio del nuovo millennio, il 26 aprile 2001, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica, ha approvato la riunificazione delle due Associazioni esistenti in una sola, chiamata: «Associazione di Maria Regina dei Cuori», approvando nello stesso tempo i nuovi Statuti. Questi presentano una grande flessibilità:
Il “rescritto” della Santa Sede che dichiara ufficialmente queste due associazioni come “proprie” della Compagnia di Maria porta, in effetti, la seguente clausola: “Praedictis Associationibus Societas Mariae Montfortana finem specialem a Constitutionibus (art. 2) sibi assignatum prosequitur”.Pubblichiamo qui, di seguito, il Decreto di costituzione e approvazione di questi nuovi Statuti, e le Indulgenze concesse a certe condizioni ai membri dell’Associazione. aprono ai loro membri dei vasti orizzonti spirituali e apostolici. Il 22 maggio 2001, la Penitenzieria Apostolica della Santa Sede ha confermato “in perpetuo” l’indulgenza plenaria di cui possono beneficiare i membri dell’Associazione in alcuni giorni dell’anno e a certe condizioni.
Gli obblighi comuni a tutti i membri possono esprimersi sotto forma di esigenze più specifiche per i singoli o i gruppi.
La nostra Associazione può dunque diversificarsi in tutta una gamma di realizzazioni autonome, a seconda delle necessità apostoliche dei luoghi dove si trova a operare, dalle anime consacrate alla preghiera silenziosa e contemplativa fino alle attività apostoliche più strettamente coinvolte nelle esigenze della vita del mondo.
Il Capitolo Generale del 1993 ricorda opportunamente con forza questa realtà: “Il cuore della nostra comunità è costituito da persone consacrate, sacerdoti e fratelli, i quali, nel vissuto dei loro voti, proclamano la presenza efficace del regno di Dio in mezzo a noi. Di più: nella tradizione dello stesso Montfort, la missione monfortana si apre alla collaborazione dei laici. Questi possono vivere una vera appartenenza, in gradi diversi, alla comunità apostolica monfortana, impegnandosi nei progetti missionari e adottando l’itinerario spirituale di Montfort. … La consacrazione monfortana appare dunque come il legame che tutti riunisce al seguito di Montfort: laici e religiosi, qualunque sia la nostra situazione di età o di salute. Essa è nello stesso tempo il nostro ideale e il cammino da seguire; è la sorgente della nostra unità”(La missione monfortana, n 17).
Riportiamo alcuni passi del n 31 di Lumen gentium, sebbene tutto il numero sia importante per il nostro discorso: “Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Essi vivono nel secolo, cioè implicati in tutti e singoli gli impieghi e gli affari del mondo e nelle ordinarie condizioni di vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta. Qui sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo mediante l’esercizio della loro funzione propria e sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo, a rendere visibile Cristo agli altri, principalmente con la testimonianza della loro vita e con il fulgore della fede, della speranza e della carità. A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le realtà temporali, alle quali essi sono strettamente legati, in modo che sempre siano fatte secondo Cristo, e crescano e siano di lode al Creatore e al Redentore”. Non è questa una descrizione fedele del lavoro apostolico di Montfort?
E l’Esortazione apostolica Vita consecrata insisterà, trentadue anni più tardi: “Tutti i fedeli, in virtù della loro rigenerazione in Cristo, condividono una comune dignità; tutti sono chiamati alla santità; tutti cooperano all'edificazione dell'unico Corpo di Cristo, ciascuno secondo la propria vocazione e il dono ricevuto dallo Spirito … Alla missione dei laici, dei quali è proprio "cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio",è fondamento adeguato la consacrazione battesimale e cresimale, comune a tutti i membri del Popolo di Dio”(VC 31).
E’ utile ricordare che l’appartenenza alla nostra Associazione non comporta di per sé nessun impegno a un apostolato specifico, se non quello di vivere e di diffondere con l’esempio e la parola, il Regno di Gesù per mezzo di Maria. Il fedele che si fa “associato” rimane nel suo stato di vita, nella condizione in cui si trova al momento della sua adesione. Ripetiamogli ciò che san Paolo raccomandava ai Corinti: “Ciascuno viva nella condizione che gli ha assegnato il Signore, così come Dio lo ha chiamato”(1Cor7,17). Raccomandazione che l’Apostolo ripete tre volte nello stesso capitolo.
Nessun apostolato specifico è dunque imposto dall’appartenenza, dalla consacrazione o dall’iscrizione. L’associato non lascia il suo ambiente familiare, sociale… ma si sforza di impregnarlo del profumo di Cristo. Il padre, la madre di famiglia, la vergine consacrata, i consacrati, il politico, il medico, l’avvocato, il malato… rimangono nella condizione in cui il Signore li ha posti. Sarà un mezzo meraviglioso per favorire la penetrazione, l’azione in profondità della spiritualità monfortana in tutti i posti, in tutte le sfere della vita umana, in tutte le forme di apostolato silenzioso o di attività apostolica. La spiritualità monfortana, la ‘Vera devozione’, il mistero di Gesù vivente in Maria, questa preparazione del Regno di Gesù per mezzo di Maria si diffonderà così in tutte le pieghe della società, non è questa, un po’ per volta e dappertutto, l’anima di ogni apostolato? L’Associazione non è un postulandato o un noviziato per aumentare gli effettivi della Compagnia di Maria, ma una scuola di vita profondamente cristiana sotto la protezione materna di Maria, una perfetta rinnovazione delle promesse del battesimo, per vivere più perfettamente là dove il Signore chiama.
Ciò che davvero interessa ai superiori della Compagnia di Maria, ai direttori dell’Associazione, è di formare bene i fedeli alla vita di consacrazione, secondo il metodo e la formula del Montfort, “maestro di vita spirituale”. Questa formazione implica non solo una preparazione adeguata, ma anche un accompagnamento e una formazione permanente.


 
 
 
 
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