Tricentenario del Trattato - Associazione Maria Regina dei Cuori

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Tricentenario del Trattato

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Il Trattato della Vera Devozione compie 300 anni      
a cura di P. Battista Cortinovis

Nel suo "Trattato della vera devozione a Maria", san Luigi Maria di Montfort spiega anzitutto perché Maria santissima è importante e anzi necessaria nella vita spirituale di ciascun cristiano. Per fare questo egli svolge una vera catechesi ma partendo dalla Bibbia, dai Padri della Chiesa, dalla teologia e dalla storia della spiritualità.
Ma il suo scopo diventa subito pratico. Egli vuole convincere a intraprendere un cammino spirituale in unione con Maria. E per fare questo egli propone di fare la consacrazione a Maria, o meglio a Gesù per le mani di Maria.
Per consacrarsi non si deve aspettare quando si è diventati santi, ma al contrario ci si consacra subito proprio per diventare  santi. Certo, bisogna prima sapere almeno che cosa sia la consacrazione, ma non appena lo si è compreso, ci si mette in cammino, senza aspettare altro tempo. È imparando a vivere da consacrati che si fanno progressi nella vita spirituale.


PRENDI CON TE MARIA, TUA MADRE

La prima scena del Vangelo che dobbiamo avere davanti agli occhi è quella del Calvario, poco prima della morte di Gesù sulla croce. È in quel momento che Gesù dice a Maria, sua Madre, di diventare Madre anche di tutti i cristiani «Donna, ecco il tuo figlio!». E indica Giovanni, il discepolo suo, ma con lui indica tutti coloro che vorranno diventare discepoli di Gesù. «Donna, ecco i tuoi figli!». E da quel momento Maria santissima accetta di diventare Madre anche di tutti noi. Accetta di essere nostra Madre spirituale.
Ma Gesù dice anche a noi: «Ecco tua Madre». E da allora noi dobbiamo prendere Maria come nostra Madre spirituale, nostra guida e modello. Gesù dice anche a noi quel che l'angelo aveva detto a san Giuseppe: «Non temere di prendere con te Maria!». Ed è per obbedire a Gesù che noi dobbiamo fare spazio a Maria nella nostra vita spirituale. Seguendo Maria, non facciamo torto a Gesù. E lui che ce lo chiede. Anche perché, seguendo Maria, noi andiamo a Gesù.
Totus tuus! Tutto tuo! Io sono tutto tuo, Maria. Io sono tutto tuo, Gesù. Non c'è differenza  tra i due significati. Montfort infatti usa l'espressione Totus tuus! sia rivolta a Gesù che a Maria.
E una formula breve che esprime la consacrazione a Gesù per le mani di Maria. «Io sono tutto tuo!». Voglio essere tutto tuo, o Gesù. Voglio essere tutto tuo, o Maria. Montfort insegna come prepararsi la prima volta alla consacrazione, poi suggerisce di rinnovare questa consacrazione spesso, anche tutti i giorni e più volte al giorno.
«Almeno ogni anno, nel medesimo giorno rinnoveranno la stessa consacrazione, osservando le medesime pratiche durante le tre settimane. Anche ogni mese e ogni gionor potranno rinnovare ciò che hanno fatto, usando poche parole: Tuus totus ego sum, et omnia mea tua sunt: io sono tutto tuo e tutto ciò che ho ti appartiene, amabile mio Gesù, per mezzo di Maria, tua santa Madre» (VD 233).


DAMMI IL TUO CUORE, 0 MARIA

La seconda scena per vivere il Totus tuus! e descritta da Montfort al momento in cui noi viviamo l'Eucaristia. Qui siamo noi i protagonisti, insieme a Gesù e a Maria. Se la nostra consacrazione deve servire a farci

iminare speditamente nella fede, si com bene come sia importante vivere i amenti: il Battesimo e soprattutto l'Eu-stia. Non è un caso che il "Trattato" si eluda con i suggerimenti per vivere pro la Comunione eucaristica. Sono i momenti di maggiore intimità con Gesù e Maria; è la nostra vita che si fa contempla tutta spirituale e interiore, simbolo di come dovrebbero essere tutti i momenti della nostra vita.









«Prima della Comunione rinnoverai la consacrazione, dicendo: Tuus totus ego sum, et omnia mea tua sunt; io sono tutto tuo, mia cara Sovrana, con tutto ciò che mi appartie Pregherai questa buona Madre di prestarti il suo cuore, per accogliere il Figlio suo con le sue stesse disposizioni... Le chiederai il suo cuore con queste tenere parole: Accipio te in mea omnia. Praebe mihi cor tuum, o Maria; ti prendo per mio tutto. Dammi il tuo cuore, o Maria!» (VD 266).
Ciò che impariamo a vivere al momento della Comunione diventerà il nostro atteggiamento interiore di sempre: da soli o di fronte agli altri, nel lavoro e nel riposo, nelle situazioni ordinarie della vita di ogni giorno e nelle circo
stanze straordinarie, di gioia e di festa, come di dolore e di fatica. ■
La consacrazione è totale dedizione a Gesù e a Maria, è affidamento e abbandono nella piena e totale fiducia in Dio, nostro Padre misericordioso.


PER MEZZO DI MARIA

Il primo passo del cammino spi tracciato da Montfort e il suo "segreto" di santità consiste nel fare tutte le nostre azioni "per mezzo di Maria". La "dipendenza" da Maria è l'esempio che ci ha dato Gesù Cri facendosi uomo nel suo grembo e volendo stare a lei sottomesso per tutta la sua vita terrena.
«Oh! Come si rende gloria a Dio in modo sublime sottomettendosi a Maria, sull'esempio di Gesù! Aven davanti agli occhi un esempio così chiaro e noto a tutti, saremo così stolti da credere di poter trovare un mezzo più perfetto e più efficace per glorificare Dio, di quello di sot a Maria, sull'esempio del Figlio suo?» (VD 139).

È la stessa santa Trinità che ha volute "dipendere" da Maria per realizzare la storia della salvezza del mondo aure. . so l'Incarnazione e ancora oggi nel tempo della Chiesa.

«Il Padre non ha dato e non dà suo Fi che per mezzo di lei; Dio Figlio non e stato formato per tutti in generale che per mezzo di lei e non viene formato e gene ogni giorno che per mezzo di lei in unione con lo Spirito Santo e non comuni i suoi meriti e le virtù che per mezzo di lei; lo Spirito Santo non ha formato Gesù Cristo che per mezzo di lei, non forma i membri del suo Corpo mistico che per mezzo di lei e non dispensa i suoi doni e favori che per mezzo di lei. Dopo questi esempi della Trinità santissima, così forti e insistenti, come potremmo, senza mo ciechi del tutto, fare a meno di Ma e non consacrarci a lei e dipendere da lei, per andare a Dio e per consacrarci a lui?» (VD 140).

MARIA FORMAI SANTI

La santità nella Chiesa è una vocazio per tutti. La consacrazione a Gesù per le mani di Maria è un mezzo per raggiun la santità. Oggi più che mai, scri Montfort, «l'Altissimo e la sua santa Madre devono formare dei grandi santi, i quali saranno così eccelsi in santità da su la gran parte degli altri santi, come i cedri del Libano superano i piccoli arbu» (VD 47).

Per Montfort "formare" significa dare forma, modellare e plasmare. E i santi sono modellati in Maria. Come nella tec di fondere l'oro, l'argento, il bronzo, si usa una forma o un modello per rea un gioiello, una statua, un'opera d'arte, così Montfort scrive che Maria è il modello perfetto per riprodurre Gesù Cri in noi, avendolo lei "prodotto" già una volta alla perfezione in Gesù di Nazaret.

L'immagine è semplice e tutti la possono comprendere. Vivere immersi in Maria per essere trasformati in immagine vivente di Gesù Cristo, fino a poter dire di noi stessi con san Paolo: non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me!
Realizzare in noi l'immagine vivente di Cristo in questo modo è più facile che scol ogni giorno con martello e scalpello. Ma esige di essere docili come materia fusa, che si adatta ad ogni particolare del model Montfort lo dice chiaro: «Ricordati che si getta nello stampo solo un materiale che sia fuso e liquido: devi cioè  distruggere e fon in te il vecchio Adamo, per diventare quello nuovo in Maria» (VD 221).
La consacrazione è dunque una continua scuola di docilità, obbedienza e dipendenza gioiosa da Maria, guardata come un modello da imitare in tutto. Montfort scrive che è una via facile, ma solo se si abbandona lo spirito del mondo, che invece spinge all'indipendenza e a credere che ci si possa realizzare nell'affermare se stessi contro tutti. Una via facile e anche breve, se ci si abbandona alla scuola di Maria.
«Questa forma di devozione alla santa Vergine è una via breve per tro Gesù Cristo, sia perché non ci si smarrisce, sia perché vi si cammina con più gioia e facilità e quindi più speditamente. Si progredisce di più in poco tempo di sottomissione e di da Maria, che in anni interi di volontà propria e di appoggio su se stessi» (VD 155).
Nonostante la semplicità delle immagini, il linguaggio alla portata di tutti e l'evidenza degli argomenti, Montfort insegna una spiritualità alta e raffinata, essenziale, sicura e pro Il Totus tuus! ne è la sintesi più bella. Tutto tuo io sono. Tutto tuo voglio diventare. Tutto tuo, Maria. Tutto tuo, Gesù. A gloria di Dio solo'.





 
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