Maria e la Chiesa - Associazione Maria Regina dei Cuori

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Maria e la Chiesa

Consacrazione a Maria

Maria e la Chiesa
Nel Concilio Vaticano II la Chiesa è stata definita dai conciliari, «Madre» del popolo amato dal Padre e redento dal Figlio. Tale verità è stata espressa nella Costituzione della Lumen gentium, con la ricca dottrina mariologica che contiene. Paolo VI ispirato da questa dottrina, ha proclamato la Madre di Cristo «Madre della Chiesa». Maria è Madre della Chiesa in virtù della elezione ineffabile del Padre e sotto la particolare azione dello Spirito d’amore, dice Giovanni Paolo II nella Redemtor Hominis. Ella ha dato la vita umana al Figlio di Dio, «per il quale e dal quale sono tutte le cose» e da cui tutto il Popolo di Dio ha assunto la grazia e la dignità dell’elezione. Gesù sulla Croce, ha esteso la maternità di sua Madre a tutte le anime e a tutti i cuori, «additandole dall’alto della croce il suo discepolo prediletto come figlio». Lo Spirito Santo suggerisce a Maria di rimanere anche lei nel Cenacolo nella preghiera e nell’attesa, dopo l’Ascensione di nostro Signore, fino al giorno della Pentecoste, in cui doveva visibilmente nascere la Chiesa, uscendo dall’oscurità. E in seguito tutte le generazioni dei discepoli e di quanti hanno confessato e amato Cristo, accolsero, come Giovanni, Maria come Madre, la quale in tal modo, sin dall’Annunciazione, è stata inserita nella storia della salvezza e nella missione della Chiesa. Noi tutti, che formiamo la generazione odierna dei discepoli di Cristo, desideriamo unirci a Lei in modo particolare, spinti dalla «profonda necessità della fede, della speranza e della carità, afferma Giovanni Paolo. Nessuno come Maria, può introdurci nella dimensione divina e umana  del mistero della Redenzione, mistero dal quale è scaturita la nostra salvezza. «Nessuno come Maria è stato introdotto nel mistero come Maria. In questo consiste l’eccezionale carattere della grazia della maternità divina». Maria è unica Donna per irripetibilità e unica per profondità e raggio d’azione: è la partecipazione al mistero salvifico della Redenzione. Questa partecipazione ha avuto inizio quando Maria ha pronunciato il suo «fiat». Nella Redemptoris Mater viene espressamente affermato che solo nel mistero di Cristo si schiarisce pienamente il mistero della Madre di Cristo. Il mistero dell’incarnazione le ha permesso di penetrare e di chiarire sempre meglio il mistero della Madre del Verbo incarnato. In questo approfondimento ebbe un’importanza decisiva il Concilio di Efeso (431), durante il quale, la verità sulla divina maternità di Maria venne confermata solennemente come verità di fede della Chiesa. Non si può pensare alla stessa realtà dell’incarnazione senza riferirsi a Maria, Madre del Verbo incarnato. Questa inscindibile unione di Maria al Verbo, si spiega attraverso la peregrinazione della fede di Maria, nella quale ella avanzò serbando fedelmente la sua unione con Cristo. In questo modo si presenta un duplice legame, che unisce la Madre di Dio al Cristo e alla Chiesa, acquistando un significato storico. Non si tratta solo della storia della Vergine Madre di Dio, nel suo personale itinerario di fede e della sua «parte migliore», che ella ha nel mistero della salvezza, ma anche in tutta la storia del popolo di Dio, di tutti coloro che prendono parte alla stessa peregrinazione della fede. Inoltre nel Concilio Maria è definita come colei che «ha preceduto», diventando «figura della Chiesa…nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo». Il suo procedere come modello, si riferisce allo stesso mistero intimo della Chiesa, la quale adempie la propria missione salvifica unendo in sé- come Maria- le qualità di Madre e di Vergine. Vergine perché ha custodito integra e pura la fede data allo Sposo; Madre perché genera ad una vita nuova ed immortale i figli (battezzati), concepiti per opera dello Spirito Santo e nati da Dio. La peregrinazione della fede indica il cammino interiore, la storia delle anime. La storia anche degli uomini, soggetti sulla terra alla transitorietà, compresi nella dimensione storica. La costante peregrinazione della fede della Vergine Maria rappresenta un costante punto di riferimento per la Chiesa, per la comunità, per l’umanità intera. La Madre di Dio come il compimento escatologico della Chiesa. Infatti nella Lettera agli Efesini, San Paolo afferma che «la Chiesa ha già raggiunto nella beatissima Vergine Maria la perfezione, con la quale è senza macchia e senza rughe». E contemporaneamente i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità, debellando il peccato. Per questo Maria è il modello di virtù davanti alla comunità degli eletti, recita la Redemptoris Mater. Maria è tra tutti i credenti come uno specchio in cui si riflettono nel modo più profondo e più limpido, le grandi opere di Dio. Maria precede tutti i membri della Chiesa, perché in un certo senso il suo cammino di fede  è stato più lungo. Questo perché nell’Annunciazione, lo Spirito Santo è già sceso su di lei, fedele nell’accogliere il Verbo di Dio vero. Ella ha presentato «il suo pieno ossequio dell’intelletto e della volontà e acconsentendo volontariamente alla rivelazione data da lui» e abbandonandosi a Dio nella «obbedienza della fede». In questo senso il cammino di fede di Maria, presente nel cenacolo è più lungo degli apostoli lì riuniti, poiché sin dall’inizio ha accolto nel suo grembo Dio. Maria li precede e va innanzi a loro. Il cenacolo non solo è stato preparato dalla Croce di Gesù, ma già nel momento dell’annunciazione a Nazaret. È nel cenacolo che l’itinerario di Maria s’incontra col cammino di fede della Chiesa. Gesù manda gli apostoli a testimoniare la risurrezione, quindi sono mandati da Gesù; questo annuncio si esprime proprio nelle parole del Maestro dopo la risurrezione: «Come il Padre ha mandato me, così anche io mando voi» (Gv 20, 21). Questa missione degli Apostoli ha inizio sin dal momento della loro uscita dal Cenacolo di Gerusalemme. Allora la Chiesa nasce e cresce mediante le testimonianze che Pietro e gli altri apostoli rendono a Gesù crocifisso e risorto. «Maria non ha ricevuto direttamente questa missione apostolica, non è stata inviata. Era invece nel cenacolo, dove gli apostoli si preparavano ad assumere questa missione con la venuta dello Spirito di verità: Maria era con loro. Era in costante preghiera, come "madre di Gesù". Maria era lì presente come singolare testimone del concepimento e della nascita di Gesù, un mistero che si esprimeva e si confermava davanti agli apostoli, con la Croce e la risurrezione». Maria per la Chiesa è «beata perché ha creduto», ha creduto per prima, perché «serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Maria ha seguito Gesù passo dopo passo nel suo materno pellegrinaggio di fede, sino alla esperienza tragica del Golgota. La Chiesa pensa e contempla Maria, nella sua presenza in mezzo agli apostoli, in un assiduo atteggiamento di preghiera. La fede di Maria, sulla base della testimonianza apostolica della Chiesa, diventa incessantemente la fede del popolo di Dio in cammino, delle persone e delle comunità tutte della Madre Chiesa. È una fede che si trasmette mediante la conoscenza e il cuore; e si conquista mediante la preghiera. Perciò anche nella sua opera apostolica la Chiesa guarda a colei che generò Cristo, concepito dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine, per nascere e crescere anche nel cuore dei fedeli per mezzo della Chiesa.




 
 
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