Devozione a Maria - Associazione Maria Regina dei Cuori

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Devozione a Maria

Giovanni Paolo II

La Devozione a Maria
Nella Lettera ai Religiosi e alle Religiose delle Famiglie Monfortane, Giovanni Paolo II, affermava: «La vera devozione a Maria è cristocentrica». Il cristocentrismo è la prima delle «verità fondamentali» della vera devozione a Maria. Scriveva Luigi Maria nel Trattato della Vera devozione a Maria: Gesù « è il nostro unico maestro che deve istruirci, il nostro unico Signore dal quale dobbiamo dipendere, il nostro unico Capo al quale dobbiamo restare uniti, il nostro unico modello al quale conformarci, il nostro unico medico che ci deve guarire, il nostro unico pastore che ci deve nutrire, la nostra unica via che ci deve condurre, la nostra unica verità che dobbiamo credere, la nostra unica vita che ci deve vivificare e il nostro unico tutto, in tutte le cose, che ci deve bastare» (VD 61). Queste parole Giovanni Paolo II le medita, lungo tutto il suo percorso di vita, anche e soprattutto lungo il suo pontificio; l’amore a Dio mediante l’unione a Gesù Cristo è la finalità di ogni autentica devozione, dice Giovanni Paolo II. Secondo Il Monfort, la devozione alla Santa Vergine è un mezzo privilegiato «per trovare Gesù Cristo perfettamente, per amarlo teneramente e servirlo fedelmente». Questo centrale desiderio di «amare teneramente» viene dilatato in un ardente preghiera a Gesù, chiedendo la grazia di partecipare all’indicibile comunione d’amore che esiste tra lui e la santa Madre. Maria è totalmente relativa a Cristo, e in Lui alla Santissima Trinità. A questo proposito, il Monfort scrive nel Trattato: «Ogni volta che tu pensi a Maria, Maria pensa per te a Dio. Ogni volta che tu dai onore e lode a Maria, Maria con te loda e onora Dio. Maria è tutta relativa a Dio, e io la chiamerei benissimo la relazione di Dio, che non esiste se non in rapporto a Dio, o l’eco di Dio, che non dice e non ripete se non Dio. Se tu dici Maria, ella ripete Dio». Nella preghiera, quindi nella devozione alla Madre del Signore, San Luigi Maria esprime la dimensione trinitaria della sua relazione con Dio: «Ti saluto Maria, figlia prediletta dell’Eterno Padre! Ti saluto Maria, Madre mirabile del Figlio! Ti saluto Maria, sposa fedelissima dello Spirito Santo! » (SM 68). Il Totus tuus è un continuo atto di carità : questo è il senso della «perfetta devozione», che non è una delle tante devozioni a Maria, ma la stessa vita battesimale vissuta con Maria e in Maria. E’ essenzialmente «pratica interiore», vita interiore, cammino di vita spirituale profonda che deve portare progressivamente alla santità. Giovanni Paolo II ha vissuto questa spiritualità cristocentrica e mariana a questo livello più alto della vista mistica che è l’unione trasformante. Nel Segreto di Maria, il Monfort spiega che lo spirito di questa devozione è quello di rendere l’anima interiormente dipendente e schiava della Santissima Vergine e di Gesù per mezzo di Maria. Paradossalmente questa schiavitù d’amore rende l’uomo pienamente libero, con la vera libertà dei figli di Dio (VD 169). Si tratta di consegnarsi totalmente a Gesù, rispondendo all’amore con cui egli ci ha amato per primo. Questo amore prende forma nelle parole di San Paolo: « Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me» (Gal 2, 20).

1 P. François-Marie Léthel, O. C. D., La luce di Cristo nel cuore della Chiesa, Giovanni Paolo II e la Teologia dei Santi, Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano 2011.

 
 
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